Ferme restando le disposizioni di cui alla legge 28 novembre 1975, n.
624, all'articolo 3 della legge 27 ottobre 1973, n. 629, è aggiunto il
seguente comma:
"Per vittime del dovere ai sensi del precedente comma si intendono i
soggetti di cui all'articolo 1 della presente legge deceduti nelle
circostanze ivi indicate nonchè quelli deceduti in attività di servizio
per diretto effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza di
eventi connessi all'espletamento di funzioni d'istituto e dipendenti da
rischi specificamente attinenti a operazioni di polizia preventiva o
repressiva o all'espletamento di attività di soccorso".
La speciale elargizione di cui all'articolo 3 della legge 27 ottobre 1973,
n. 629, successivamente integrata con L. 28 novembre 1975, n. 624, è
elevata a lire 100 milioni e si applica anche alle famiglie dei vigili
del fuoco e dei militari delle Forze armate dello Stato in servizio di
ordine pubblico o di soccorso, vittime del dovere.
A tal fine, per l'individuazione delle vittime del dovere valgono i
criteri indicati nell'articolo 1 della presente legge, facendosi
riferimento, per quanto riguarda i vigili del fuoco, alle funzioni
proprie di istituto.
La speciale elargizione è dovuta altresì, nella stessa misura di cui al
primo comma e con la stessa decorrenza prevista dal successivo articolo
10, anche alle altre categorie di personale alle quali sia stata estesa
per effetto di disposizioni di legge.
Ai magistrati ordinari, ai militari dell'Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza, del Corpo degli agenti di custodia, al personale del Corpo forestale dello Stato, ai funzionari di pubblica sicurezza, al personale del Corpo di polizia femminile, al personale civile della Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena, ai vigili del fuoco, agli appartenenti alle Forze armate dello Stato in servizio di ordine pubblico o di soccorso, i quali, in attività di servizio, per diretto effetto di ferite o lesioni subite nelle circostanze ed alle condizioni di cui agli articoli 1 e 2 della presente legge, abbiano riportato una invalidità permanente non inferiore all'80 per cento della capacità lavorativa o che comporti, comunque, la cessazione del rapporto d'impiego, è concessa un'elargizione nella misura di lire 100 milioni.
L'elargizione di lire 100 milioni è altresì concessa alle famiglie o ai soggetti colpiti, se l'evento di morte o di invalidità, secondo le disposizioni di cui ai precedenti articoli, concerne vigili urbani, nonchè qualsiasi persona che, legalmente richiesta, presti assistenza ad ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o ad autorità, ufficiali e agenti di pubblica sicurezza.
Ai cittadini italiani, ai cittadini stranieri e agli apolidi che, per
effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza di azioni
terroristiche, subiscano una invalidità permanente non inferiore all'80
per cento della capacità lavorativa o che comunque comporti la
cessazione dell'attività lavorativa è concessa una elargizione nella
misura di lire 100 milioni.
La stessa elargizione è concessa alle famiglie dei cittadini italiani,
dei cittadini stranieri e degli apolidi che perdano la vita per effetto
di ferite o lesioni riportate in conseguenza di azioni terroristiche.
----------
N.B.: Articolo prima sostituito dall’ARTICOLO 1, L. 4
dicembre 1981, n. 720 e successivamente abrogato dall'articolo 17, L. 20
ottobre 1990, n. 302.
La speciale elargizione di cui alla presente legge ed alle altre in
essa richiamate, nei casi in cui compete alle famiglie, è corrisposta
secondo il seguente ordine:
1) coniuge superstite e figli se a carico;
2) figli, in mancanza del coniuge superstite o se lo stesso non abbia
diritto a pensione;
3) genitori;
4) fratelli e sorelle se conviventi a carico.
Fermo restando l'ordine sopraindicato per le categorie di cui ai numeri
2), 3) e 4), nell'ambito di ciascuna di esse, si applicano le
disposizioni sulle successioni legittime stabilite dal codice civile.
----------
N.B.: Articolo così sostituito dall'articolo 2, L. 4 dicembre 1981, n. 720.
La speciale elargizione di cui alla presente legge è esente da IRPEF.
Il contributo nelle spese funerarie per il personale del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza deceduto in attività di servizio, previsto dall'articolo 286 del vigente regolamento del Corpo, modificato con decreto legislativo 16 febbraio 1948, n. 134, e con l'articolo 2 della L. 22 febbraio 1968, n. 101, è corrisposto fino a lire un milione.
Le modalità di attuazione della presente legge saranno stabilite con decreto del Ministro dell'interno di concerto con i Ministri competenti e con il Ministro del tesoro.
I benefici di cui ai precedenti articoli hanno effetto dal 1° gennaio
1969.
Il beneficio di cui all'articolo 3 della legge 27 ottobre 1973, n. 629,
e successive modificazioni, è esteso ai familiari degli appartenenti
alle Forze di polizia deceduti nelle circostanze indicate nell'articolo
1 della legge stessa, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 1961 e il
31 dicembre 1968.
Il beneficio di cui al precedente comma è corrisposto secondo le
modalità indicate nell'articolo 6 della presente legge.
----------
N.B.: Articolo così sostituito dall'articolo 3, L. 4
dicembre 1981, n. 720.
La speciale elargizione prevista dall'articolo 1 della legge 21
dicembre 1978, n. 862, è elevata, con effetto dalla data di cui
all'articolo 5 della legge predetta, a lire 100 milioni ed è esente da
IRPEF.
Le provvidenze a favore del personale dell'Amministrazione delle poste
e delle telecomunicazioni e della Azienda di Stato per i servizi
telefonici, vittima di azioni criminose, e degli aventi causa, restano
disciplinate dalle disposizioni contenute nella citata legge 21
dicembre 1978, n. 862.
Il coniuge superstite ed i figli dei soggetti appartenenti alle
categorie di cui agli articoli 3, 4, 5 e 11 della presente legge hanno,
ciascuno, diritto di assunzione presso le pubbliche amministrazioni,
gli enti pubblici e le aziende private secondo le disposizioni della
legge 2 aprile 1968, n. 482, e della legge 1° giugno 1977, n. 285, e
successive modificazioni, con precedenza su ogni altra categoria
indicata nelle predette leggi.
----------
N.B.: Articolo abrogato dall'articolo 22, L. 12 marzo 1999, n. 68 a
decorrere dal 17 gennaio 2000.
All'onere derivante nell'anno 1980 dall'applicazione della presente
legge, valutato in complessive lire 45 miliardi, si provvede mediante
riduzione dello stanziamento di cui al capitolo 6854 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro per l'anno finanziario medesimo.
Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti,
le occorrenti variazioni di bilancio.
1. A chiunque subisca un'invalidità permanente non inferiore ad un
quarto della capacità lavorativa, per effetto di ferite o lesioni
riportate in conseguenza dello svolgersi nel territorio dello Stato di
atti di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, a condizione
che il soggetto leso non abbia concorso alla commissione degli atti
medesimi ovvero di reati a questi connessi ai sensi dell'articolo 12 del
codice di procedura penale, è corrisposta una elargizione fino a lire
150 milioni, in proporzione alla percentuale di invalidità riscontrata,
con riferimento alla capacità lavorativa, in ragione di 1,5 milioni per
ogni punto percentuale.
2. L'elargizione di cui al comma 1 è altresì corrisposta a chiunque
subisca un'invalidità permanente non inferiore ad un quarto della
capacità lavorativa, per effetto di ferite o lesioni riportate in
conseguenza dello svolgersi nel territorio dello Stato di fatti
delittuosi commessi per il perseguimento delle finalità delle
associazioni di cui all'articolo 416-bis del codice penale, a condizione
che:
a) il soggetto leso non abbia concorso alla commissione del fatto
delittuoso lesivo ovvero di reati che con il medesimo siano connessi ai
sensi dell'articolo 12 del codice di procedura penale;
b) il soggetto leso risulti essere, al tempo dell'evento, del tutto
estraneo ad ambienti e rapporti delinquenziali, salvo che si dimostri
l'accidentalità del suo coinvolgimento passivo nell'azione criminosa
lesiva, ovvero risulti che il medesimo, al tempo dell'evento, si era
già dissociato o comunque estraniato dagli ambienti e dai rapporti
delinquenziali cui partecipava.
3. La medesima elargizione è corrisposta anche a chiunque subisca
un'invalidità permanente non inferiore ad un quarto della capacità
lavorativa, per effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza
dello svolgersi nel territorio dello Stato di operazioni di prevenzione
o repressione dei fatti delittuosi di cui ai commi 1 e 2, a condizione
che il soggetto leso sia del tutto estraneo alle attività criminose
oggetto delle operazioni medesime.
4. L'elargizione di cui al presente articolo è inoltre corrisposta a
chiunque, fuori dai casi di cui al comma 3, subisca un'invalidità
permanente non inferiore ad un quarto della capacità lavorativa, per
effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza dell'assistenza
prestata, e legalmente richiesta per iscritto ovvero verbalmente nei
casi di flagranza di reato o di prestazione di soccorso, ad ufficiali
ed agenti di polizia giudiziaria o ad autorità, ufficiali ed agenti di
pubblica sicurezza, nel corso di azioni od operazioni di cui al
presente articolo, svoltesi nel territorio dello Stato.
5. Ai fini del presente articolo, l'invalidità permanente che comporti
la cessazione dell'attività lavorativa o del rapporto di impiego è
equiparata all'invalidità permanente pari a quattro quinti della
capacità lavorativa.
1. La speciale elargizione di lire 100 milioni di cui alla legge 13 agosto 1980, n. 466 e successive modificazioni e integrazioni, è elevata, per gli eventi successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, a lire 150 milioni.
1. Il cittadino italiano, anche dipendente pubblico, che subisca un'invalidità permanente pari almeno a due terzi della capacità lavorativa, nei casi previsti dall'articolo 1, puo’ optare, in luogo della elargizione in unica soluzione, per un assegno vitalizio commisurato all'entità della invalidità permanente, in riferimento alla capacità lavorativa, in ragione di lire 12 mila mensili per ogni punto percentuale.
1. Ai componenti la famiglia di colui che perda la vita per effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza dello svolgersi delle azioni od operazioni di cui all'articolo 1 è corrisposta una elargizione complessiva, anche in caso di concorso di più soggetti, di lire 150 milioni, secondo l'ordine fissato dall'articolo 6 della legge 13 agosto 1980, n. 466, come sostituito dall'articolo 2 della legge 4 dicembre 1981, n. 720. 2. L'elargizione di cui al comma 1 è corrisposta altresì a soggetti non parenti nè affini, nè legati da rapporto di coniugio, che risultino conviventi a carico della persona deceduta negli ultimi tre anni precedenti l'evento ed ai conviventi more uxorio; detti soggetti sono all'uopo posti, nell'ordine stabilito dal citato ARTICOLO 6 della legge 13 agosto 1980, n. 466, dopo i fratelli e le sorelle conviventi a carico.
1. Il coniuge di cittadinanza italiana o il convivente more uxorio e i
parenti a carico entro il secondo grado di cittadinanza italiana
possono optare, se destinatari in tutto o in parte della elargizione di
cui al comma 1 dell'articolo 4, in base all'ordine di spettanza, per un
assegno vitalizio personale a loro favore, non reversibile, del
seguente ammontare:
a) lire 600 mila mensili, se i chiamati all'elargizione sono in numero
non superiore a tre;
b) lire 375 mila mensili, se i chiamati all'elargizione sono quattro o
cinque;
c) lire 300 mila mensili, se i chiamati all'elargizione sono in numero
superiore a cinque.
1. Nei casi previsti dalla presente legge, gli interessati devono presentare domanda entro il termine di decadenza di due anni dalla data dell'evento lesivo o del decesso. 2. Si prescinde dalla domanda, e si procede d'ufficio, nel caso di dipendente pubblico vittima del dovere. 3. Per i benefici relativi ad eventi verificatisi prima della data di entrata in vigore della presente legge si procede in ogni caso a domanda degli interessati.
1. I competenti organi amministrativi decidono su conferimento dei
benefici previsti dalla presente legge sulla base di quanto attestato
in sede giurisdizionale con sentenza, ancorché non definitiva, ovvero,
ove la decisione amministrativa intervenga in assenza di riferimento a
sentenza, sulla base delle informazioni acquisite e delle indagini
esperite.
2. A tali fini, i competenti organi si pronunciano sulla natura delle
azioni criminose lesive, sul nesso di causalità tra queste e le lesioni
prodotte, sui singoli presupposti positivi e negativi stabiliti dalla
presente legge per il conferimento dei benefici.
3. Ove si giunga a decisione positiva per il conferimento di benefici,
in assenza di sentenza, ancorché non definitiva, i competenti organi
possono disporre, su istanza degli interessati, esclusivamente la
corresponsione dell'assegno vitalizio, nei casi previsti della presente
legge e previa espressa opzione, ovvero, nei casi di elargizione in
unica soluzione, una provvisionale pari al 20 per cento dell'ammontare
complessivo dell'elargizione stessa.
4. Nei casi di cui al comma 3, all'esito della sentenza di primo grado
gli organi competenti delibano le risultanze in essa contenute e
verificano nuovamente la sussistenza dei presupposti per la concessione
dei benefici, disponendo o negando la definitiva erogazione
dell'assegno vitalizio o del residuo dell'elargizione in unica
soluzione. Non si dà comunque luogo a ripetizione di quanto già
erogato.
5. Ove si giunga a decisione negativa sul conferimento di benefici, in
assenza di sentenza, ancorché non definitiva, i competenti organi,
all'atto della disponibilità della sentenza di primo grado, delibano
quanto in essa stabilito, disponendo la conferma o la riforma della
precedente decisione.
6. La decisione, nel rispetto di quanto fissato nei precedenti commi,
fatto salvo il ricorso giurisdizionale, è definitiva. L'eventuale
contrasto tra gli assunti posti a base della stessa, alla stregua di
sentenza di primo grado, e quelli contenuti nella sentenza passata in
giudicato, è irrilevante ai fini dei benefici già corrisposti.
1. Gli assegni vitalizi di cui alla presente legge sono soggetti ad una automatica rivalutazione annuale in misura pari al tasso di inflazione accertato per l'anno precedente, sulla base dei dati ufficiali ISTAT, e sono esenti dall'IRPEF. 2. Le elargizioni previste dalla presente legge sono rivalutate con i criteri di cui al comma 1 alla data della corresponsione e sono esenti dall'IRPEF.
1. Le disposizioni di legge vigenti a favore degli invalidi civili di
guerra e delle famiglie dei caduti civili di guerra si applicano anche
a favore degli invalidi civili a causa di atti di terrorismo consumati
in Italia e delle loro famiglie, in quanto compatibili con la presente
legge.
2. La condizione di invalido civile a causa di atti di terrorismo è
certificata dal prefetto del luogo di residenza, secondo modalità
stabilite con decreto del Ministro dell'interno.
1. Le elargizioni e gli assegni vitalizi di cui alla presente legge
sono erogati indipendentemente dalle condizioni economiche e dall'età
del soggetto leso o dei soggetti beneficiari e dal diritto al
risarcimento del danno agli stessi spettante nei confronti dei
responsabili dei fatti delittuosi.
2. Tuttavia, se il beneficiario ha già ottenuto il risarcimento del
danno, il relativo importo si detrae dall'entità dell'elargizione. Nel
caso di corresponsione di assegno vitalizio la detrazione è operata
dopo aver proceduto alla capitalizzazione dello stesso, moltiplicando
l'ammontare annuale dell'assegno per il numero di anni corrispondente
alla differenza tra l'età del beneficiario e la cifra 75.
3. Qualora il risarcimento non sia stato ancora conseguito, lo Stato è
surrogato, fino all'ammontare dell'elargizione o della somma relativa
alla capitalizzazione dell'assegno vitalizio, nel diritto del
beneficiario verso i responsabili.
1. Ai fini dell'applicazione dei benefici previsti dalla presente legge, è irrilevante l'eventuale involontario concorso della vittima o del soggetto leso al verificarsi dell'evento, nonché l'uso legittimo delle armi.
1. I benefici di cui alla presente legge si applicano agli eventi
successivi alla data di entrata in vigore della legge stessa.
2. Per i fatti contemplati dal comma 1 dell'articolo 1 i benefici di cui alla
presente legge si applicano per gli eventi verificatisi successivamente
alla data del 1º gennaio 1969. In tali casi il termine di due anni
previsto dall'articolo 6, comma 1, per la presentazione della domanda da
parte degli interessati decorre dalla data di entrata in vigore della
presente legge. I benefici di cui al presente comma sono erogati agli
aventi diritto in due ratei a carico degli esercizi 1990 e 1991 pari,
rispettivamente, al 55 per cento e al 45 per cento dell'ammontare
complessivo.
3. Gli importi già corrisposti a titolo di speciale
elargizione di cui alla citata legge 13 agosto 1980, n. 466,
e successive modifiche ed integrazioni, sono soggetti a riliquidazione
in base alle disposizioni di cui alla presente legge.
1. Gli assegni vitalizi previsti dalla presente legge non sono cumulabili
con provvidenze pubbliche a carattere continuativo conferite o conferibili
in ragione delle medesime circostanze, quale che sia la situazione soggettiva della persona lesa
o comunque beneficiaria.
2. Parimenti, le elargizioni di cui alla presente legge non sono
cumulabili con provvidenze pubbliche in unica soluzione o comunque a
carattere non continuativo, conferite o conferibili in ragione delle
medesime circostanze, quale che sia la situazione soggettiva della
persona lesa o comunque beneficiaria.
3. In caso di concorso di benefici pubblici non cumulabili è richiesta
esplicita e irrevocabile opzione da parte dei soggetti interessati, con
espressa rinuncia ad ogni altra provvidenza pubblica conferibile in
ragione delle medesime circostanze.
4. Per gli eventi precedenti la data di entrata in vigore della
presente legge, l'opzione di cui al comma 3 non è più effettuabile
qualora agli interessati siano già state corrisposte provvidenze a
carattere continuativo previste in ragione delle circostanze
considerate nella presente legge.
5. Per i medesimi eventi di cui al comma 4 è riconosciuto il diritto di
accedere alla differenza tra l'elargizione in unica soluzione già
concessa e quella prevista dalla presente legge.
1. Il coniuge superstite, i figli e i genitori dei soggetti deceduti o resi permanentemente invalidi in misura non inferiore all'80 per cento della capacità lavorativa, in conseguenza delle azioni od operazioni di cui all'articolo 1, hanno ciascuno diritto di assunzione presso le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici e le aziende private secondo le disposizioni della legge 2 aprile 1968, n. 482, e della legge 1 giugno 1977, n. 285 e successive modificazioni, con precedenza su ogni altra categoria indicata nelle predette leggi.
1. I cittadini italiani che abbiano subito ferite o lesioni in
conseguenza degli atti di cui all'articolo 1 sono esenti dal pagamento di
ticket per ogni tipo di prestazione sanitaria conseguente agli eventi
di cui alla presente legge.
2. Entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, il Ministro della sanità
stabilisce con proprio decreto, da emanarsi di concerto con il Ministro
dell'interno, le modalità di attuazione dell'esenzione di cui al comma
1.
1. Le modalità di attuazione della presente legge sono quelle stabilite dal decreto del Ministro dell'interno 30 ottobre 1980, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 316 del 18 novembre 1980, come modificato dal decreto del Ministro dell'interno 11 luglio 1983, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 293 del 25 ottobre 1983, in quanto applicabile, salvo disposizioni integrative e modificative, da adottarsi con apposito decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, delle finanze, del tesoro, della difesa e dell'agricoltura e delle foreste.
1. L'articolo 5 della legge 13 agosto 1980, n. 466, come sostituito
dall'articolo 1 della legge 4 dicembre 1981, n. 720, è abrogato.
1. All'onere derivante dall'attuazione della
presente legge, pari per gli anni 1990, 1991 e 1992, rispettivamente a
lire 121,85 miliardi, lire 109,75 miliardi e lire 50,5 miliardi, si fa
fronte:
a) per l'anno 1990, quanto a lire 10 miliardi mediante utilizzo dello
specifico accantonamento «Indennizzi per le vittime del terrorismo»;
quanto a lire 32 miliardi mediante parziale utilizzo
dell'accantonamento «Ripiano debiti settore editoria (rate ammortamento
mutui)»; quanto a lire 50 miliardi, mediante utilizzo
dell'accantonamento «Finanziamento del XIII censimento generale della
popolazione e delle abitazioni 1991 e del VII censimento generale
dell'industria, del commercio, dei servizi e dell'artigianato 1991»;
quanto a lire 20 miliardi mediante parziale utilizzo
dell'accantonamento «Riforma della legge sulle servitù militari»;
quanto a lire 9,85 miliardi mediante parziale utilizzo
dell'accantonamento «Nuove norme per la protezione di coloro che
collaborano con la giustizia», iscritti, ai fini del bilancio triennale
1990-1992, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del
tesoro per l'anno 1990;
b) per gli anni 1991 e 1992, mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1990-1992, al
capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per
l'anno 1990, all'uopo utilizzando, quanto a lire 10 miliardi per
ciascuno degli anni 1991 e 1992, lo specifico accantonamento
«Indennizzi per le vittime del terrorismo» nonché, quanto a lire 99,75
miliardi per il 1991 e lire 40,5 miliardi per il 1992, l'accantonamento
«Finanziamento del XIII censimento generale della popolazione e delle
abitazioni 1991 e del VII censimento generale dell'industria, del
commercio, dei servizi e dell'artigianato 1991», iscritti, ai fini del
bilancio triennale 1990-1992, al capitolo 6856 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1990.
2. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
1. All'articolo 1, commi 1, 2, 3 e 4, della legge 20 ottobre 1990, n.
302, le parole: "non inferiore ad un quarto della capacità lavorativa"
sono soppresse. Per l'attuazione del presente comma é autorizzata la
spesa di lire 1.425 milioni per l'anno 1998 e di lire 95 milioni a
decorrere dall'anno 1999.
2. I soggetti di cui all'articolo 1 della legge 20 ottobre 1990, n.
302, come modificato dal comma 1 del presente articolo, nonché il
coniuge e i figli superstiti, ovvero i fratelli conviventi e a carico
qualora siano gli unici superstiti, dei soggetti deceduti o resi
permanentemente invalidi godono del diritto al collocamento
obbligatorio di cui alle vigenti disposizioni legislative, con
precedenza rispetto ad ogni altra categoria e con preferenza a parità
di titoli. Per i soggetti di cui al presente comma le riserve di posti
devono essere previste per l'assunzione ad ogni livello e qualifica e
sono estese anche a coloro che svolgono già un'attività lavorativa.
3. All'articolo 6 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, il comma 1 é
sostituito dal seguente: " 1. Nei casi previsti dalla presente legge,
gli interessati devono presentare apposita domanda".
4. All'articolo 12, comma 2, della legge 20 ottobre 1990, n. 302, il
secondo periodo é soppresso.
1. A chiunque, per effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza
degli eventi di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 1 della legge 20
ottobre 1990, n. 302, come modificati dall'articolo 1, comma 1, della
presente legge, subisca una invalidità permanente non inferiore ad un
quarto della capacità lavorativa, nonché ai superstiti delle vittime di
azioni terroristiche é concesso, oltre alle elargizioni di cui alla
citata legge n. 302 del 1990, un assegno vitalizio, non reversibile, di
lire 500 mila mensili, soggetto alla perequazione automatica di cui
all'articolo 11 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e
successive modificazioni. Per l'attuazione del presente comma é
autorizzata la spesa di lire 1.993 milioni per l'anno 1998, di lire
2.092 milioni per l'anno 1999, di lire 2.193 milioni per l'anno 2000 e
di lire 2.293 milioni annue a decorrere dall'anno 2001.
2. Ai fini di cui al comma 1 si considerano superstiti le persone di
cui al primo comma dell'articolo 6 della legge 13 agosto 1980, n. 466,
come sostituito dall'articolo 2 della legge 4 dicembre 1981, n. 720,
secondo l'ordine ivi indicato.
3. In caso di decesso dei soggetti di cui al comma 1, ai superstiti
aventi diritto alla pensione di reversibilità secondo le disposizioni
del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei
dipendenti civili e militari dello Stato, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, e successive
modificazioni, sono attribuite due annualità del suddetto trattamento
pensionistico limitatamente al coniuge superstite, ai figli minori, ai
figli maggiorenni inabili, ai genitori e ai fratelli e sorelle, se
conviventi ed a carico. Per l'attuazione del presente comma é
autorizzata la spesa di lire 11.225 milioni per ciascuno degli anni
1999 e 2000 e di lire 430 milioni annue a decorrere dall'anno 2001.
4. L'assegno vitalizio di cui al comma 1 ha natura di indennizzo ed é
esente dall'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF).
5. Il trattamento speciale di reversibilità corrisposto ai superstiti
dei caduti non concorre a formare il reddito imponibile ai fini
dell'IRPEF; sul trattamento speciale é corri sposta l'indennità
integrativa speciale con decorrenza dalla data di liquidazione del
predetto trattamento e senza corresponsione di somme a titolo di
rivalutazione o interessi anche se il beneficiario percepisca tale
indennità ad altro titolo. Per l'attuazione del presente comma é
autorizzata la spesa di lire 1.823 milioni per l'anno 1998, di lire 226
milioni per l'anno 1999, di lire 229 milioni per l'anno 2000 e di lire
232 milioni annue a decorrere dall'anno 2001.
6. Le pensioni privilegiate dirette di prima categoria erogate ai
soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, che siano anche titolari
dell'assegno di superinvalidità di cui all'articolo 100 del citato
testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29
dicembre 1973, n. 1092, e successive modificazioni, non concorrono a
formare il reddito imponibile ai fini dell'IRPEF. Per l'attuazione del
presente comma é autorizzata la spesa di lire 1.952 milioni per l'anno
1999 e di lire 122 milioni annue a decorrere dall'anno 2000.
1. All'articolo 9 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo le parole: "anche a favore degli invalidi civili"
sono inserite le seguenti: "e dei caduti";
b) al comma 2, le parole: "La condizione di invalido civile a causa di
atti di terrorismo é certificata" sono sostituite dalle seguenti: "Le
condizioni di invalido civile e di caduto a causa di atti di
terrorismo, nonché di vittima della criminalità organizzata sono
certificate".
2. All'articolo 12 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 é sostituito dal seguente:
" 1. I benefici di cui alla presente legge si applicano alle vittime e
ai superstiti per gli eventi verificatisi successivamente alla data del
1º gennaio 1969.";
b) il comma 3 é sostituito dal seguente:
" 3. Gli importi già corrisposti a titolo di speciale elargizione di
cui alla legge 13 agosto 1980, n. 466, e successive modificazioni, sono
soggetti a riliquidazione in base alle disposizioni della presente
legge.".
3. Al comma 1 dell'articolo 15 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, le
parole: "conseguente agli eventi di cui alla presente legge" sono
soppresse. Per l'attuazione del presente comma é autorizzata la spesa
di lire 25 milioni annue a decorrere dall'anno 1998.
4. Per l'attuazione del comma 2, lettera b), é autorizzata la spesa di
lire 13.372 milioni per l'anno 1999.
1. A decorrere dall'anno scolastico 1997-1998 e dall'anno accademico 1997-1998 sono istituite borse di studio riservate ai soggetti di cui all'articolo 1 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, come modificato dall'articolo 1, comma 1, della presente legge, nonché agli orfani e ai figli delle vittime del terrorismo per ogni anno di scuola secondaria superiore e di corso universitario fino al conseguimento del diploma di scuola secondaria superiore, del diploma universitario o del diploma di laurea. Tali borse di studio sono esenti da ogni imposizione fiscale. Per l'attuazione del presente articolo é autorizzata la spesa di lire 1.000 milioni annue a decorrere dall'anno 1998.
1. I benefici di cui alla presente legge si applicano agli eventi
verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 1969.
2. Con uno o piú regolamenti, da emanare ai sensi dell'articolo 17,
comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro tre mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge, sono dettate le norme di
attuazione della legge stessa.
1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato
in lire 6.266.000.000 per l'anno 1998, in lire 4.197.000.000 annue a
decorrere dall'anno l999, nonché in ulteriori lire 25.790.000.000 per
l'anno 1999 e lire 10.692.000.000 per l'anno 2000, si provvede:
a) quanto a lire 6.266.000.000 per l'anno 1998, a lire 17.330.000.000
per l'anno 1999 e a lire 14.889.000.000 per l'anno 2000, mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 1998-2000, nell'ambito dell'unità previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per
l'anno finanziario 1998, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo alla Presidenza del Consiglio dei ministri;
b) quanto a lire 12.657.000.000 per l'anno 1999, mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 1998-2000, nell'ambito dell'unità previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per
l'anno finanziario 1998, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero dei lavori pubblici.
2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica é autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.
1. E’ istituito presso il Ministero dell'interno il Fondo di rotazione
per la solidarieta’ alle vittime dei reati di tipo mafioso, di seguito
denominato «Fondo». Il Fondo e’ alimentato:
a) da un contributo dello Stato pari a lire 20 miliardi annue;
b) dai rientri previsti dall'articolo 2.
1. All'articolo 2-undecies della legge 31 maggio 1965, n. 575 e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera a), sono aggiunte, in fine, le parole: «o che
non debbano essere utilizzate per il risarcimento delle vittime dei
reati di tipo mafioso»;
b) al comma 1, lettera b), dopo la parola: «titoli» sono inserite le
seguenti: «, al netto del ricavato della vendita dei beni finalizzata
al risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso»;
c) al comma 2, lettera a), sono aggiunte, in fine, le parole: «, salvo
che si debba procedere alla vendita degli stessi finalizzata al
risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso»;
d) al comma 3, lettera b), dopo le parole: «interesse pubblico» sono
inserite le seguenti: «o qualora la vendita medesima sia finalizzata al
risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso»;
e) al comma 3, lettera c), dopo le parole: «interesse pubblico» sono
inserite le seguenti: «o qualora la liquidazione medesima sia
finalizzata al risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso».
1. Presso il Ministero dell'interno e’ istituito il Comitato di
solidarieta’ per le vittime dei reati di tipo mafioso. Il Comitato e’
presieduto dal Commissario per il coordinamento delle iniziative di
solidarieta’ per le vittime dei reati di tipo mafioso, nominato dal
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'interno, anche al
di fuori del personale della pubblica amministrazione, tra persone di
comprovata esperienza nell'attivita’ di solidarieta’ alle vittime dei
reati di tipo mafioso. Il Comitato e’ composto:
a) da un rappresentante del Ministero dell'interno;
b) da un rappresentante del Ministero di grazia e giustizia;
c) da un rappresentante del Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato;
d) da un rappresentante del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica;
e) da un rappresentante del Ministero delle finanze;
f) da un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
Dipartimento per gli affari sociali;
g) da un rappresentante della Concessionaria di servizi assicurativi
pubblici Spa (CONSAP), senza diritto di voto.
2. Il Commissario ed i rappresentanti dei Ministeri restano in carica
per quattro anni e l'incarico non e’ rinnovabile per piu’ di una volta.
3. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento previsto
dall'articolo 7, la gestione del Fondo e’ attribuita al Comitato di cui al
presente articolo, secondo quanto previsto dall'articolo 6.
4. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento previsto
dall'articolo 7, la gestione del Fondo e’ attribuita alla CONSAP, che vi
provvede per conto del Ministero dell'interno sulla base di apposita
concessione.
5. Gli oneri derivanti dal presente articolo sono posti a carico del
Fondo.
1. Hanno diritto di accesso al Fondo, entro i limiti delle
disponibilita’ finanziarie annuali dello stesso, le persone fisiche e
gli enti costituiti parte civile nelle forme previste dal codice di
procedura penale, a cui favore e’ stata emessa, successivamente alla
data del 30 settembre 1982, sentenza definitiva di condanna al
risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, nonche’ alla
rifusione delle spese e degli onorari di costituzione e di difesa, a
carico di soggetti imputati, anche in concorso, dei seguenti reati:
a) del delitto di cui all'articolo 416-bis del codice penale;
b) dei delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal
medesimo ARTICOLO 416-bis;
c) dei delitti commessi al fine di agevolare l'attivita’ delle
associazioni di tipo mafioso.
2. Hanno altresi’ diritto di accesso al Fondo, entro i limiti delle
disponibilita’ finanziarie annuali dello stesso, le persone fisiche e
gli enti costituiti in un giudizio civile, nelle forme previste dal
codice di procedura civile, per il risarcimento dei danni causati dalla
consumazione dei reati di cui al comma 1, accertati in giudizio penale,
nonche’ i successori a titolo universale delle persone a cui favore e’
stata emessa la sentenza di condanna di cui al presente articolo.
3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, l'obbligazione del Fondo non
sussiste quando nei confronti delle persone indicate nei medesimi commi
e’ stata pronunciata sentenza definitiva di condanna per uno dei reati
di cui all'articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura
penale, o e’ applicata in via definitiva una misura di prevenzione, ai
sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575 e successive modificazioni.
4. Il diritto di accesso al Fondo non puo’ essere esercitato da coloro
che, alla data di presentazione della domanda, sono sottoposti a
procedimento penale per uno dei reati di cui all'articolo 407, comma 2,
lettera a), del codice di procedura penale, o ad un procedimento per
l'applicazione di una misura di prevenzione, ai sensi della legge 31
maggio 1965, n. 575 e successive modificazioni.
1. Quando, ai sensi dell'articolo 416 del codice di procedura penale, e’
depositata la richiesta di rinvio a giudizio per i reati di cui
all'articolo 4, comma 1, della presente legge, il giudice fa notificare al
Fondo l'avviso del giorno, dell'ora e del luogo dell'udienza, con la
richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero.
2. Se la persona offesa si costituisce parte civile all'udienza
preliminare, ovvero al dibattimento, il giudice fa notificare al Fondo
il relativo verbale.
3. Nel giudizio civile l'attore notifica al Fondo l'atto di citazione,
prima della costituzione delle parti.
4. La richiesta di pagamento al Fondo e’ accompagnata dalla copia
autentica dell'estratto della sentenza di condanna passata in
giudicato, ovvero dell'estratto della sentenza di condanna al pagamento
della provvisionale, ovvero dell'estratto della sentenza civile di
liquidazione del danno.
5. La domanda al Fondo per il risarcimento dei danni disposto con
sentenze pronunciate prima della data di entrata in vigore della
presente legge e’ proposta, a pena di decadenza, per la parte del
risarcimento non ottenuta, entro un anno dalla data di entrata in
vigore della legge stessa.
1. La corresponsione delle somme richieste ai sensi dell'articolo 5 e’
disposta con deliberazione del Comitato di cui all'articolo 3 nel termine
di sessanta giorni dalla presentazione della domanda, previa verifica:
a) dell'esistenza, in favore dell'istante, della sentenza di condanna e
della legittimazione attiva dell'istante;
b) dell'inesistenza, alla data di presentazione della domanda, di un
procedimento penale in corso o di una sentenza definitiva di condanna
dell'istante per uno dei reati di cui all'articolo 407, comma 2, lettera
a), del codice di procedura penale;
c) dell'inesistenza, alla data di presentazione della domanda, di una
misura di prevenzione, ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575 e
successive modificazioni, applicata in via definitiva nei confronti
dell'istante, o di un procedimento in corso per l'applicazione di una
misura di prevenzione.
2. Se necessario ai fini della completezza dei documenti posti a base
della richiesta di accesso al Fondo, il Comitato invita l'interessato a
fornire documentazione integrativa e assume copie di atti e
informazioni scritte dall'autorita’ giudiziaria che ha pronunciato la
sentenza di condanna.
3. Gli organi preposti alla gestione del Fondo e i relativi uffici sono
tenuti al segreto in ordine ai soggetti interessati all'accesso e alle
relative procedure.
4. Il Fondo e’ surrogato, quanto alle somme corrisposte agli aventi
titolo, nei diritti della parte civile o dell'attore verso il soggetto
condannato al risarcimento del danno. Tali somme rimangono a titolo
definitivo a carico del Fondo nel caso in cui questo non possa
soddisfare il suo diritto nei confronti del soggetto condannato al
risarcimento del danno.
1. Con regolamento da emanare entro il termine di quattro mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17,
comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo adotta norme
per:
a) individuare, nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 6, le
modalita’ di gestione del Fondo;
b) individuare procedure di cooperazione tra gli uffici competenti in
relazione all'applicazione della presente legge;
c) stabilire i principi cui dovra’ uniformarsi il rapporto concessorio
tra il Ministero dell'interno e la CONSAP in relazione a quanto
previsto dalla presente legge;
d) individuare, nell'ambito del Ministero dell'interno, gli uffici
preposti alla gestione del rapporto di concessione con la CONSAP,
attribuendo agli stessi compiti di assistenza tecnica e di supporto al
Comitato di cui all'articolo 3;
e) prevedere forme di informazione, assistenza e sostegno, poste a
carico del Fondo, per garantire l'effettiva fruizione dei benefici da
parte delle vittime;
f) disciplinare l'erogazione delle somme dovute agli aventi diritto in
modo che, in caso di disponibilita’ finanziarie insufficienti,
nell'anno di riferimento, a soddisfare per intero tutte le domande
pervenute, sia possibile per i richiedenti un accesso al Fondo in quota
proporzionale e l'integrazione delle somme non percepite dal Fondo
negli anni successivi, senza interessi, rivalutazioni e altri oneri
aggiuntivi;
g) disciplinare la procedura e la modalita’ di surrogazione del Fondo
nei diritti della parte civile o dell'attore prevista dall'articolo 6,
comma 4.
2. Lo schema di regolamento di cui al comma 1 e’ trasmesso, entro il
quarantacinquesimo giorno antecedente alla scadenza del termine di cui
al medesimo comma 1, alla Camera dei deputati ed al Senato della
Repubblica, per l'espressione del parere da parte delle competenti
Commissioni parlamentari. Trascorsi trenta giorni dalla data di
trasmissione, il regolamento e’ emanato anche in mancanza del parere.
1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a
lire 20 miliardi annue a decorrere dal 1999, si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 1999-2001, nell'ambito dell'unita’ previsionale di
base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per
l'anno 1999, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo al Ministero medesimo.
2. Per i due esercizi annuali successivi alla data di entrata in vigore
della presente legge e’ accantonata una quota pari alla meta’ delle
risorse finanziarie disponibili per le richieste di risarcimento
relative al periodo intercorrente tra il 30 settembre 1982 e la data
stessa. 3. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
1. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 7, alle modalita’ per la gestione del Fondo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del regolamento adottato con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 12 agosto 1992, n. 396.
1. Al personale di cui all'articolo 3 della legge
13 agosto 1980, n. 466, ferito nell'adempimento del dovere a causa di
azioni criminose, ed ai superstiti dello stesso personale, ucciso nelle
medesime circostanze, nonche' ai destinatari della legge 20 ottobre
1990, n. 302, e' assicurata, a decorrere dal 1° gennaio 1990,
l'applicazione dei benefici previsti dalla citata legge n. 302 del 1990
e dalla legge 23 novembre 1998, n. 407.
2. Non sono ripetibili le somme gia' corrisposte
dal Ministero dell'interno a titolo di risarcimento dei danni, in
esecuzione di sentenze, anche non definitive, in favore delle persone
fisiche costituitesi nei procedimenti penali riguardanti il gruppo
criminale denominato "Banda della Uno bianca". Il Ministero
dell'interno e' autorizzato, fino al limite complessivo di 6.500
milioni di lire, a definire consensualmente, anche in deroga alle
disposizioni di legge in materia, ogni altra lite in corso con le
persone fisiche danneggiate dai fatti criminosi commessi dagli
appartenenti al medesimo gruppo criminale.
3. Il Ministero della difesa e' autorizzato, fino
al limite complessivo di 10 miliardi di lire, in ragione di 5 miliardi di
lire per ciascuno degli anni 2001 e 2002, a definire consensualmente,
anche in deroga alle disposizioni di legge in materia, ogni lite in
corso con le persone fisiche che hanno subito danni a seguito del
naufragio della nave "Kaider I Rades A451" avvenuto nel canale di
Otranto il 28 marzo 1997.
4. Gli importi gia' corrisposti a titolo di speciale
elargizione di cui alla legge 13 agosto 1980, n. 466, e successive
modificazioni ai superstiti di atti di terrorismo, che per effetto di
ferite o lesioni abbiano subito una invalidita' permanente non
inferiore all'80 per cento della capacita' lavorativa o che comunque
abbia comportato la cessazione dell'attivita' lavorativa, sono soggetti
a riliquidazione tenendo conto dell'aumento previsto dall'articolo 2
della legge 20 ottobre 1990, n. 302. I benefici di cui alla medesima
legge n. 302 del 1990, spettanti ai familiari delle vittime di atti di
terrorismo, in assenza dei soggetti indicati al primo comma
dell'articolo 6 della legge 13 agosto 1980, n. 466, e successive
modificazioni, competono; nell'ordine, ai seguenti soggetti in quanto
unici superstiti: orfani, fratelli o sorelle o infine ascendenti in
linea retta, anche se non conviventi e non a carico.
5. I benefici previsti dalla legge 20 ottobre 1990, n.
302, e dalla legge 23 novembre 1998, n. 407, in favore delle vittime
del terrorismo e della criminalita' organizzata, si applicano a
decorrere dal 1° gennaio 1967.
6. Per la concessione di benefici alle vittime della
criminalita' organizzata si applicano le norme vigenti in materia per
le vittime del terrorismo, qualora piu' favorevoli.
7. All'articolo 11 della legge 20 ottobre 1990, n. 302,
al comma 1, dopo le parole: "l'eventuale involontario concorso" sono
inserite le seguenti: ", anche di natura colposa,".
8. Le disposizioni della legge 20 ottobre 1990, n. 302,
si applicano anche in presenza di effetti invalidanti o letali causati
da attivita' di tutela svolte da corpi dello Stato in relazione al
rischio del verificarsi dei fatti delittuosi indicati nei commi 1 e 2
dell'articolo 1 della legge medesima.
9. Alla legge 23 novembre 1998, n. 407, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 2, comma 1, dopo le parole: "nonche' ai superstiti
delle vittime di azioni terroristiche" sono inserite le seguenti: "e
della criminalita' organizzata";
b) all'articolo 4, comma 1, dopo le parole: "nonche' agli orfani e ai
figli delle vittime del terrorismo" sono inserite le seguenti: "e della
criminalita' organizzata".
1. Alle famiglie delle vittime civili italiane degli attentati avvenuti
a Nassirya in data 12 novembre 2003 e ad Istanbul in data 15 novembre
2003, sono concessi la speciale elargizione di cui all'articolo 4 della
legge 20 ottobre 1990, n. 302, e l'assegno vitalizio previsto
dall'articolo 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407, e successive
modificazioni, da corrispondere a decorrere dal primo giorno successivo
alla data dell'evento.
1-bis. Ai civili, cittadini italiani, che per effetto di ferite o
lesioni riportate in conseguenza degli eventi di cui al comma 1 abbiano
riportato un'invalidità permanente, si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 1 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, e successive
modificazioni. Qualora l'invalidità permanente risulti non inferiore ad
un quarto della capacità lavorativa si applicano, altresì, le
disposizioni di cui al citato articolo 2 della legge n. 407 del 1998.
1-ter. Per gli eventi indicati al comma 1-bis, la misura di ogni punto
percentuale di invalidità riscontrata ai sensi del citato articolo 1
della legge 302 del 1990, in relazione alla diminuita capacità
lavorativa, e' elevata a 2000 euro, per un importo massimo erogabile di
200.000 euro.
2. I benefici di cui al comma 1, esenti dall'imposta sul reddito delle
persone fisiche (IRPEF), sono corrisposti ai familiari superstiti
individuati secondo le modalità dell'articolo 4 della legge 20 ottobre
1990, n. 302.
3. Per il conferimento dei benefici previsti dal presente articolo, gli
interessati devono presentare, nel termine di decadenza di due anni
successivi alla data dell'evento, apposita domanda al Prefetto della
provincia di residenza, ovvero alla competente Autorità
diplomatico-consolare, per la successiva trasmissione al Ministero
dell'interno.
4. Per l'attuazione del presente articolo e' prevista la spesa di
1.004.088 euro per l'anno 2003 e di 54.000 euro a decorrere dall'anno
2004.
1. Per gli eventi successivi alla data del 1°
gennaio 2003, le speciali elargizioni di cui agli articoli 1, 4 e 8
della legge 20 ottobre 1990, n. 302, e successive modificazioni,
all'articolo 3 della legge 27 ottobre 1973, n. 629, e successive
modificazioni, all'articolo 3 della legge 13 agosto 1980, n. 466,
all'articolo 5 della legge 3 giugno 1981, n. 308, sono elevate ad euro
200.000.
2. Per l'attuazione del presente articolo e' prevista la spesa di
2.944.000 euro per l'anno 2003 e di 2.491.000 euro a decorrere
dall'anno 2004.
1. Il comma 1 dell'articolo 82 della legge 23
dicembre 2000, n. 388, si interpreta nel senso che al personale di cui
all'articolo 3 della legge 13 agosto 1980, n. 466, ovvero ai superstiti
dello stesso personale, le disposizioni di cui alla legge 20 ottobre
1990, n. 302 e alla legge 23 novembre 1998, n. 407, si applicano anche
per eventi occorsi al di fuori del territorio nazionale.
2. Per l'attuazione del presente articolo e' prevista la spesa di
22.500 euro per l'anno 2003 e di 310.000 euro a decorrere dall'anno
2004.
1. Agli oneri derivanti dal presente decreto
valutati in 3.970.588 euro per l'anno 2003 ed in 2.855.000 euro a
decorrere dall'anno 2004, si provvede mediante corrispondente riduzione
dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005,
nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente «Fondo
speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze, per l'anno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri.
2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
3. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio
dell'attuazione del presente articolo, anche ai fini dell'applicazione
dell'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e
successive modificazioni, e trasmette alle Camere, corredati da
apposite relazioni, gli eventuali decreti emanati ai sensi
dell'articolo 7, secondo comma, n. 2), della citata legge n. 468 del
1978.
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
1. Le disposizioni della presente legge si applicano a tutte le vittime
degli atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice, compiuti sul
territorio nazionale o extranazionale, se coinvolgenti cittadini
italiani, nonché ai loro familiari superstiti.
2. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge si
applicano le disposizioni contenute nelle leggi 20 ottobre 1990, n.
302, 23 novembre 1998, n. 407, e successive modificazioni, nonché
l'articolo 82 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, ad eccezione del
comma 6.
1. Ai fini della liquidazione della pensione e
dell'indennità di fine rapporto o altro trattamento equipollente a
chiunque subisca o abbia subito un'invalidità permanente di qualsiasi
entità e grado in conseguenza di atti di terrorismo e delle stragi di
tale matrice, nonché alle vedove e agli orfani, si applica l'articolo 2
della legge 24 maggio 1970, n. 336, e successive modificazioni.
2. E' riconosciuto il diritto ad una maggiorazione della misura della
pensione e ai relativi benefici sulla base dei criteri indicati dalla
presente legge per coloro che sono stati collocati a riposo alla data
di entrata in vigore della presente legge.
3. Sono fatti salvi i trattamenti pensionistici di maggior favore
derivanti da iscrizioni assicurative obbligatorie di lavoratori
1. A tutti coloro che hanno subito un'invalidità
permanente inferiore all'80 per cento della capacità lavorativa,
causata da atti di terrorismo e dalle stragi di tale matrice, è
riconosciuto un aumento figurativo di dieci anni di versamenti
contributivi utili ad aumentare, per una pari durata, l'anzianità
pensionistica maturata, la misura della pensione, nonché il trattamento
di fine rapporto o altro trattamento equipollente. A tale fine è
autorizzata la spesa di 5.807.000 euro per l'anno 2004 e di 2.790.000
euro a decorrere dall'anno 2005.
2. La pensione maturata ai sensi del comma 1 è esente dall'imposta sul
reddito delle persone fisiche (IRPEF).
1. Coloro che hanno subito un'invalidità permanente pari o superiore
all'80 per cento della capacita' lavorativa, causata da atti di
terrorismo e dalle stragi di tale matrice, sono equiparati, ad ogni
effetto di legge, ai grandi invalidi di guerra di cui all'articolo 14
del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23
dicembre 1978, n. 915. A tale fine e' autorizzata la spesa di 126.432
euro per l'anno 2004, di 128.960 euro per l'anno 2005 e di 131.539 euro
a decorrere dall'anno 2006.
2. A tutti coloro che hanno subito un'invalidità permanente pari o
superiore all'80 per cento della capacità lavorativa, causata da atti
di terrorismo e dalle stragi di tale matrice, è riconosciuto il diritto
immediato alla pensione diretta, calcolata in base all'ultima
retribuzione percepita integralmente dall'avente diritto e
rideterminata secondo le previsioni di cui all'articolo 2, comma 2. Per
tale finalità è autorizzata la spesa di 156.000 euro a decorrere
dall'anno 2004.
3. I criteri di cui al comma 2 si applicano per la determinazione della
misura della pensione di reversibilità o indiretta in favore dei
superstiti in caso di morte della vittima di atti di terrorismo e delle
stragi di tale matrice; tali pensioni non sono decurtabili ad ogni
effetto di legge.
4. Ai trattamenti pensionistici di cui ai commi 2 e 3 si applicano i
benefici fiscali di cui all'articolo 2, commi 5 e 6, della legge 23
novembre 1998, n. 407, in materia di esenzione dall'IRPEF.
1. L'elargizione di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge 20
ottobre 1990, n. 302, e successive modificazioni, è corrisposta nella
misura massima di 200.000 euro in proporzione alla percentuale di
invalidità riportata, in ragione di 2.000 euro per ogni punto
percentuale.
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche alle elargizioni
già erogate prima della data di entrata in vigore della presente legge,
considerando nel computo anche la rivalutazione di cui all'articolo 6.
A tale fine è autorizzata la spesa di 12.070.000 euro per l'anno 2004.
3. A chiunque subisca o abbia subito, per effetto di ferite o di
lesioni, causate da atti di terrorismo e dalle stragi di tale matrice,
un'invalidità permanente non inferiore ad un quarto della capacità
lavorativa, nonché ai superstiti delle vittime, compresi i figli
maggiorenni, é concesso, a decorrere dalla data di entrata in vigore
della presente legge, oltre all'elargizione di cui al comma 1, uno
speciale assegno vitalizio, non reversibile, di 1.033 euro mensili,
soggetto alla perequazione automatica di cui all'articolo 11 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e successive
modificazioni. Per le medesime finalità è autorizzata la spesa di
8.268.132 euro per l'anno 2004, di 8.474.834 euro per l'anno 2005 e di
8.686.694 euro a decorrere dall'anno 2006.
4. In caso di decesso dei soggetti di cui al comma 3, ai superstiti
aventi diritto alla pensione di reversibilità sono attribuite due
annualità, comprensive della tredicesima mensilità, del suddetto
trattamento pensionistico limitatamente al coniuge superstite, ai figli
minori, ai figli maggiorenni, ai genitori e ai fratelli e alle sorelle,
se conviventi e a carico. A tale fine è autorizzata la spesa di 857.000
euro per l'anno 2004 e di 12.500 euro a decorrere dall'anno 2005.
5. L'elargizione di cui all'articolo 4, comma 1, e all'articolo 12,
comma 3, della legge 20 ottobre 1990, n. 302, come sostituito
dall'articolo 3, comma 2, lettera b), della legge 23 novembre 1998, n.
407, è corrisposta nella misura di 200.000 euro. Per le stesse finalità
è autorizzata la spesa di 34.300.000 euro per l'anno 2004.
1. Le percentuali di invalidità già riconosciute e
indennizzate in base ai criteri e alle disposizioni della normativa
vigente alla data di entrata in vigore della presente legge sono
rivalutate tenendo conto dell'eventuale intercorso aggravamento fisico
e del riconoscimento del danno biologico e morale. Per le stesse
finalità e' autorizzata la spesa di 300.000 euro per l'anno 2004.
2. Alle vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice e
ai loro familiari è assicurata assistenza psicologica a carico dello
Stato. A tale fine è autorizzata la spesa di 50.000 euro a decorrere
dall'anno 2004.
1. Ai pensionati vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice e ai loro superstiti è assicurato l'adeguamento costante della misura delle relative pensioni al trattamento in godimento dei lavoratori in attività nelle corrispondenti posizioni economiche e con pari anzianità. A tale fine è autorizzata la spesa di 75.180 euro a decorrere dall'anno 2004.
1. I documenti e gli atti delle procedure di liquidazione dei benefici
previsti dalla presente legge sono esenti dall'imposta di bollo.
2. L'erogazione delle indennità è comunque esente da ogni imposta
diretta o indiretta.
1. Gli invalidi vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice e i familiari, inclusi i familiari dei deceduti, limitatamente al coniuge e ai figli e, in mancanza dei predetti, ai genitori, sono esenti dalla partecipazione alla spesa per ogni tipo di prestazione sanitaria e farmaceutica.
1. Nei procedimenti penali, civili, amministrativi e
contabili il patrocinio delle vittime di atti di terrorismo e delle
stragi di tale matrice o dei superstiti è a totale carico dello Stato.
A tale fine e' autorizzata la spesa di 50.000 euro a decorrere
dall'anno 2004.
2. Ove non risulti essere stata effettuata la comunicazione del
deposito della sentenza penale relativa ai fatti di cui all'articolo 1,
comma 1, i soggetti danneggiati possono promuovere l'azione civile
contro i diretti responsabili entro il termine di decadenza di un anno
dalla data di entrata in vigore della presente legge, prescindendo
dall'eventuale maturata prescrizione del diritto.
1. Nelle ipotesi in cui in sede giudiziaria, amministrativa o contabile siano già state accertate con atti definitivi la dipendenza dell'invalidità e il suo grado ovvero della morte da atti di terrorismo e dalle stragi di tale matrice, ivi comprese le perizie giudiziarie penali, le consulenze tecniche o le certificazioni delle aziende sanitarie locali od ospedaliere e degli ospedali militari, è instaurato ad istanza di parte, entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un procedimento civile dinanzi al tribunale in composizione monocratica. Tale procedimento deve essere concluso con sentenza soggetta all'impugnazione di cui all'articolo 12, comma 2.
1. Il tribunale in composizione monocratica competente in base alla
residenza anagrafica della vittima o dei superstiti fissa una o al
massimo due udienze, intervallate da un periodo di tempo non superiore
a quarantacinque giorni, al termine del quale, esposte le richieste
delle parti, prodotte ed esperite le prove e precisate le conclusioni,
la causa è assegnata a sentenza e decisa nel termine di quattro mesi.
2. Le sentenze di cui al comma 1 sono ricorribili esclusivamente
dinanzi alla Corte di cassazione per violazione di legge, ivi compresa
la manifesta illogicità della motivazione.
1. La competente amministrazione dello Stato, anche prima dell'inizio
di azioni giudiziarie o amministrative, d'ufficio o su richiesta di
parte, può offrire alla vittima di atti di terrorismo e delle stragi di
tale matrice o agli eredi una somma a titolo di definitiva
liquidazione, che, in caso di accettazione, è preclusiva di ogni altra
azione, costituendo ad ogni effetto transazione.
2. La liquidazione di cui al comma 1 deve essere effettuata nel termine
di quattro mesi dalla relativa deliberazione.
1. Il riconoscimento delle infermità, il ricalcolo dell'avvenuto aggravamento ai sensi dell'articolo 6 e delle pensioni, nonché ogni liquidazione economica in favore delle vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice devono essere conclusi entro il termine di quattro mesi dalla presentazione della domanda da parte dell'avente diritto alla prefettura-ufficio territoriale del Governo competente in base alla residenza anagrafica del medesimo soggetto. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 1999, n. 510.
1. I benefici di cui alla presente legge si applicano agli eventi
verificatisi sul territorio nazionale a decorrere dal 1° gennaio 1961.
A tale fine è autorizzata la spesa di 1.500.000 euro per l'anno 2004.
2. Per gli eventi coinvolgenti cittadini italiani verificatisi
all'estero, i benefici di cui alla presente legge si applicano a
decorrere dal 1° gennaio 2003.
1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato
complessivamente in 64.100.000 euro per l'anno 2004, in 12.480.000 euro
per l'anno 2005 e in 12.900.000 euro a decorrere dall'anno 2006, ivi
comprese le minori entrate derivanti dal comma 2 dell'articolo 3,
valutate in 407.238 euro per l'anno 2004, in 610.587 euro per l'anno
2005 e in 814.476 euro a decorrere dall'anno 2006, e quelle derivanti
dal comma 1 dell'articolo 9, valutate in 130.500 euro a decorrere
dall'anno 2004, si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006,
nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo
speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze per l'anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando: quanto a
4.210.000 euro per l'anno 2004, l'accantonamento relativo al medesimo
Ministero; quanto a 4.997.000 euro per l'anno 2004, a 506.000 euro per
l'anno 2005 e a 1.430.000 euro per l'anno 2006, l'accantonamento
relativo al Ministero della giustizia; quanto a 26.450.000 euro per
l'anno 2004, a 27.000 euro per l'anno 2005 e a 29.000 euro per l'anno
2006, l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri;
quanto a 3.401.000 euro per l'anno 2004, a 7.456.000 euro per l'anno
2005 e a 9.273.000 euro per l'anno 2006, l'accantonamento relativo al
Ministero dell'interno; quanto a 1.027.000 euro per l'anno 2004, a
682.000 euro per l'anno 2005 e a 2.168.000 euro per l'anno 2006,
l'accantonamento relativo al Ministero della difesa; quanto a
21.436.000 euro per l'anno 2004 e a 3.809.000 euro per l'anno 2005,
l'accantonamento relativo al Ministero delle politiche agricole e
forestali e quanto a 2.579.000 euro per l'anno 2004, l'accantonamento
relativo al Ministero delle comunicazioni.
2. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio
degli oneri di cui alla presente legge, anche ai fini dell'adozione dei
provvedimenti correttivi di cui all'articolo 11-ter, comma 7, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, ovvero delle
misure correttive da assumere, ai sensi dell'articolo 11, comma 3,
lettera i-quater), della medesima legge. Gli eventuali decreti emanati
ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, n. 2), della legge 5 agosto
1978, n. 468, prima dell'entrata in vigore dei provvedimenti o delle
misure di cui al periodo precedente, sono tempestivamente trasmessi
alle Camere, corredati da apposite relazioni illustrative.
3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
562. Al fine della progressiva estensione dei benefìci
già previsti in favore delle vittime della criminalità e del terrorismo
a tutte le vittime del dovere individuate ai sensi dei commi 563 e 564,
è autorizzata la spesa annua nel limite massimo di 10 milioni di euro a
decorrere dal 2006.
563. Per vittime del dovere devono intendersi i soggetti
di cui all’articolo 3 della legge 13 agosto 1980, n. 466, e,
in genere, gli altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subìto
un’invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento
delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in
conseguenza di eventi verificatisi:
a)
nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
b)
nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;
c)
nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
d)
in operazioni di soccorso;
e)
in attività di tutela della pubblica incolumità;
f)
a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego
internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità.
564. Sono equiparati ai soggetti di cui al comma 563
coloro che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o
alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di
qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che
siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari
condizioni ambientali od operative.
565. Con regolamento da emanare entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge ai sensi
dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro
della difesa e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono
disciplinati i termini e le modalità per la corresponsione delle
provvidenze, entro il limite massimo di spesa stabilito al comma 562,
ai soggetti di cui ai commi 563 e 564 ovvero ai familiari superstiti.
792. All'articolo 4 della legge 3 agosto 2004, n. 206, dopo il comma 2 e' inserito il seguente:
"2-bis. Per i soggetti che abbiano proseguito l'attivita' lavorativa ancorche' l'evento dannoso sia avvenuto anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, inclusi i casi di revisione o prima valutazione, purche' l'invalidita' permanente riconosciuta non risulti inferiore ad un quarto della capacita' lavorativa o della rivalutazione dell'invalidita' con percentuale omnicomprensiva anche del danno biologico e morale come indicato all'articolo 6, comma 1, al raggiungimento del periodo massimo pensionabile, anche con il concorso degli anni di contribuzione previsti dall'articolo 3, comma 1, la misura del trattamento di quiescenza e' pari all'ultima retribuzione annua integralmente percepita e maturata, rideterminata secondo le previsioni di cui all'articolo 2, comma 1".
794. All'articolo 3 della legge 3 agosto 2004, n. 206, al comma 1, le parole: "inferiore all'80 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "di qualsiasi entita' e grado".
795. All'articolo 3 della legge 3 agosto 2004, n. 206, al comma 1, dopo le parole: "dalle stragi di tale matrice," sono aggiunte le seguenti: "e ai loro familiari, anche superstiti, limitatamente al coniuge ed ai figli anche maggiorenni, ed in mancanza, ai genitori, siano essi dipendenti pubblici o privati o autonomi, anche sui loro trattamenti diretti".
1270. Alla legge 3 agosto 2004, n. 206, all'articolo 1, dopo il comma 1, e' aggiunto il seguente:
"1-bis. Le disposizioni della presente legge si applicano inoltre ai familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica del 1980 nonche' ai familiari delle vittime e ai superstiti della cosiddetta "banda della Uno bianca". Ai beneficiari vanno compensate le somme gia' percepite".
1345. In favore delle regioni interessate dal radicamento territoriale dei fenomeni della criminalita' organizzata e' istituito un fondo vincolato per il triennio 2007-2009, per lo sviluppo e la diffusione nelle scuole di azioni e politiche volte all'affermazione della cultura della legalita', al contrasto delle mafie, ed alla diffusione della cittadinanza attiva, per un ammontare di 950.000 euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Le regioni interessate provvedono ad insediare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e d'intesa con il Ministro della pubblica istruzione, un proprio ufficio di coordinamento e monitoraggio delle iniziative. Il fondo di cui al presente comma opera attraverso un coordinamento tra le regioni interessate.
1. Alle vittime del dovere ed ai loro familiari superstiti, di cui all'articolo 1,
commi 563 e 564, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, ed alle vittime
della criminalità organizzata, di cui all'articolo 1 della legge 20 ottobre 1990, n. 302,
ed ai loro familiari superstiti sono corrisposte le elargizioni di cui
all'articolo 5, commi 1 e 5, della legge 3 agosto 2004, n. 206. Ai beneficiari vanno compensate le
somme già percepite. L'onere recato dal presente comma e' valutato in 173 milioni
di euro per l'anno 2007, 2,72 milioni di euro per l'anno 2008 e 3,2 milioni di euro a
decorrere dal 2009.
2. Il Ministero dell'interno provvede al monitoraggio degli oneri di cui al presente
articolo, informando tempestivamente il Ministero dell'economia e delle
finanze, anche ai fini dell'adozione dei provvedimenti correttivi di cui all'articolo
11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. Gli eventuali
decreti emanati ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, n. 2), della legge 5 agosto 1978,
n. 468, prima della data di entrata in vigore dei provvedimenti o delle misure di cui
al primo periodo, sono tempestivamente trasmessi alle Camere, corredati da apposite
relazioni illustrative.
2-bis. Ai cittadini italiani appartenenti o non appartenenti alle Forze
dell'ordine, alla magistratura e ad altri organi dello Stato, colpiti
dalla eversione armata per le loro idee e per il loro impegno morale, il Presidente
della Repubblica concede la onorificenza di «vittima del terrorismo» con la consegna di
una medaglia ricordo in oro.
2-ter. L'onorificenza di cui al comma 2-bis e' conferita alle vittime del
terrorismo ovvero, in caso di decesso, ai parenti e affini entro il
secondo grado, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro
dell'interno.
2-quater. Al fine di ottenere la concessione dell'onorificenza, le vittime del
terrorismo o, in caso di decesso, i loro parenti e affini entro il
secondo grado, presentano domanda alla prefettura di residenza o al Ministero
dell'interno, anche per il tramite delle associazioni rappresentative delle vittime del terrorismo.
2-quinquies. L'onorificenza e' conferita alla vedova o ai figli in caso di decesso
del titolare. Nel caso la vittima non sia coniugata, o non abbia figli,
viene conferita ai parenti e affini entro il secondo grado.
2-sexies. Le domande e i documenti occorrenti per ottenere l'onorificenza sono
esenti da imposta di bollo e da qualunque altro diritto.
2-septies. Con decreto del Ministro dell'interno, da adottare entro tre mesi dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, sono definite:
a) le caratteristiche della medaglia di cui al comma 2-bis;
b) le condizioni previste per il conferimento dell'onorificenza;
il possesso delle predette condizioni e' provato con dichiarazione,
anche contestuale alla domanda, sottoscritta dall'interessato, con firma autenticata dal
segretario comunale o da altro impiegato incaricato dal sindaco.
3. Alla legge 3 agosto 2004, n. 206, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 1, comma 1, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«Ai fini della presente legge, sono ricomprese fra gli atti di terrorismo le azioni
criminose compiute sul territorio nazionale in via ripetitiva, rivolte a soggetti
indeterminati e poste in essere in luoghi pubblici o aperti al pubblico»;
b) all'articolo 2, comma 1, le parole da: «si applica» fino alla fine
del comma sono sostituite dalle seguenti: «la retribuzione pensionabile va
rideterminata incrementando la medesima di una quota del 7,5 per cento»;
c) all'articolo 3, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
«1-bis. Ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti spetta, a
titolo di trattamento equipollente al trattamento di fine rapporto, un'indennità calcolata
applicando l'aliquota del 6,91 per cento ad un importo pari a dieci volte la media
dei redditi, da lavoro autonomo ovvero libero professionale degli ultimi cinque anni di
contribuzione, rivalutati, ai sensi dell'articolo 3, comma 5, del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 503, aumentata del 7,5 per cento. La predetta indennità e'
determinata ed erogata in unica soluzione nell'anno di decorrenza della pensione».
3-bis. La decorrenza dei benefici di cui al comma 3 e' la medesima delle
disposizioni di cui agli articoli 2 e 3 della legge 3 agosto 2004, n.
206.
3-ter. L'onere derivante dai commi 3 e 3-bis e' valutato in 2 milioni di euro per
l'anno 2007, in 0,9 milioni di euro per l'anno 2008 e in 2,4 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2009.
3-quater. Gli enti previdenziali privati gestori di forme pensionistiche
obbligatorie provvedono, per la parte di propria competenza, al
pagamento dei benefici di cui alla legge 3 agosto 2004, n. 206, in favore dei propri iscritti
aventi diritto ai suddetti benefici, fornendo rendicontazione degli oneri finanziari
sostenuti al Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Il predetto Ministero provvede a
rimborsare gli enti citati nei limiti di spesa previsti dalla predetta legge n. 206
del 2004.
...............
...............
105. A decorrere dal 1o gennaio 2008, alle vittime della
criminalita organizzata, di cui all’articolo 1 della legge 20 ottobre
1990, n. 302, e successive modificazioni, e ai loro familiari
superstiti, alle vittime del dovere, di cui all’articolo 1, commi 563 e
564, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e ai loro familiari
superstiti, nonche ai sindaci vittime di atti criminali nell’ambito
dell’espletamento delle loro funzioni e ai loro familiari superstiti,
sono erogati i benefıci di cui all’articolo 5, commi 3 e 4, della legge
3 agosto 2004, n. 206, come modificato dal comma 106.
106. Alla legge 3 agosto 2004, n. 206, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all’articolo 4, comma 2, le parole: «calcolata in base all’ultima
retribuzione» sono sostituite dalle seguenti: «in misura pari
all’ultima retribuzione»;
b) all’articolo 5, comma 3, e aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«Ai figli maggiorenni superstiti, ancorche non conviventi con la
vittima alla data dell’evento terroristico, e altresı attribuito, a
decorrere dal 26 agosto 2004, l’assegno vitalizio non reversibile di
cui all’articolo 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407, e successive
modificazioni»;
c) all’articolo 9, comma 1, e aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«Ai medesimi soggetti e esteso il beneficio di cui
all’articolo 1 della legge 19 luglio 2000, n. 203»;
d) all’articolo 15, comma 2, e aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«I benefıci di cui alla presente legge si applicano anche agli eventi
verificatisi all’estero a decorrere dal 1° gennaio 1961, dei quali sono
stati vittime cittadini italiani residenti in Italia al momento
dell’evento»;
e) all’articolo 16, comma 1, dopo le parole: «dall’attuazione della
presente legge» sono inserite le seguenti: «, salvo quanto
previsto dall’articolo 15, comma 2, secondo periodo».
.........
1. E' disposto, in via straordinaria, l'incremento, per un importo pari a 30 milioni di euro, del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, di cui all'articolo 1 della legge 22 dicembre 1999, n. 512, con risorse a valere sulla dotazione finanziaria del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura, di cui all'articolo 18-bis della legge 23 febbraio 1999, n. 44. All'attuazione del presente comma si provvede con decreto del Ministro dell'interno, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
2. Dopo l'articolo 1 della legge 22 dicembre 1999, n. 512, e' inserito il seguente:
«ARTICOLO 1-bis (Altre forme eventuali di finanziamento). - 1. Il Ministro dell'interno, con proprio decreto, può destinare al Fondo una quota del contributo devoluto annualmente al Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura, di cui all'articolo 18-bis della legge 23 febbraio 1999, n. 44, sui premi assicurativi, raccolti nel territorio dello Stato, nei rami incendio, responsabilità civile diversi, auto rischi diversi e furto, ai sensi dell'articolo 18, commi 1 e 2, della citata legge n. 44 del 1999».
1. Alla legge 22 dicembre 1999, n. 512, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 4, dopo il comma 4 e' aggiunto il seguente:
«4-bis. Le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 si applicano anche quando la sentenza di condanna o la misura di prevenzione o i relativi procedimenti in corso si riferiscono al soggetto deceduto in conseguenza della consumazione dei reati indicati al comma 1, salvo che lo stesso abbia assunto, precedentemente all'evento lesivo che ne ha cagionato la morte, la qualità di collaboratore di giustizia ai sensi delle vigenti disposizioni di legge e non sia intervenuta revoca del provvedimento di ammissione ai programmi di protezione per cause imputabili al soggetto medesimo»;
b) all'articolo 6, comma 1, dopo la lettera c) sono aggiunte le seguenti:
«c-bis) dell'inesistenza, alla data di presentazione della domanda o dell'evento lesivo che ne ha cagionato la morte, di un procedimento penale in corso o di una sentenza di condanna per uno dei reati di cui all'articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale nei confronti del soggetto deceduto in conseguenza dei reati di cui al comma 1 dell'articolo 4;
c-ter) dell'inesistenza, alla data di presentazione della domanda o dell'evento lesivo che ne ha cagionato la morte, di una misura di prevenzione, di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, applicata nei confronti del soggetto deceduto in conseguenza della consumazione dei reati indicati al comma 1 dell'articolo 4, o di un procedimento in corso per l'applicazione di una misura di prevenzione a termini della suddetta legge»;
c) dopo l'articolo 7 e' inserito il seguente:
«ARTICOLO 7-bis (Ulteriore regolamento di attuazione). - 1. Con regolamento da emanare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della giustizia, dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sono adottate le opportune modificazioni al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 maggio 2001, n. 284, con norme che prevedono:
a) la sospensione, fino alla decisione del giudice civile, della ripetizione delle somme già liquidate dal Comitato per effetto di una sentenza di condanna al pagamento della provvisionale, nel caso in cui il giudice dell'impugnazione, ai sensi dell'articolo 129 del codice di procedura penale, abbia dichiarato estinto il reato per morte del reo;
b) la ripetizione delle somme già elargite a titolo di provvisionale, quando, a seguito di estinzione del reato, l'azione risarcitoria esperita in sede civile nei confronti dei successori del reo si sia conclusa con la soccombenza della vittima attrice o dei suoi successori».
1. All'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 20 ottobre 1990, n. 302, e successive modificazioni, dopo le parole: «il soggetto leso risulti essere» le parole: «, al tempo dell'evento,» sono soppresse.
1. Ferme le condizioni stabilite dall'articolo 4 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, e successive modificazioni, i benefici previsti per i superstiti sono concessi a condizione che:
a) il beneficiario non risulti coniuge, affine o convivente di soggetti nei cui confronti risulti in corso un procedimento per l'applicazione o sia applicata una misura di prevenzione di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, ovvero di soggetti nei cui confronti risulti in corso un procedimento penale per uno dei delitti di cui all'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale;
b) il beneficiario risulti essere del tutto estraneo ad ambienti e rapporti delinquenziali, ovvero risulti, al tempo dell'evento, già dissociato dagli ambienti e dai rapporti delinquenziali cui partecipava.
2. Il sopravvenuto mutamento delle condizioni previste dagli articoli 1 e 4 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, e successive modificazioni, comporta l'interruzione delle erogazioni disposte e la ripetizione integrale delle somme già corrisposte.
.....
.....
23. Al comma 1, alinea, dell'articolo 4 della legge 22 dicembre 1999, n. 512, le parole: «e gli enti» sono soppresse e la parola: «costituiti» è sostituita dalla seguente: «costituite». Dopo il medesimo comma 1, è inserito il seguente:
«1-bis. Gli enti costituiti parte civile nelle forme previste dal codice di procedura penale hanno diritto di accesso al Fondo, entro i limiti delle disponibilità finanziarie annuali dello stesso, limitatamente al rimborso delle spese processuali».
24. Al comma 2 dell'articolo 4 della legge 22 dicembre 1999, n. 512, le parole: «e gli enti» sono soppresse e la parola: «costituiti» è sostituita dalla seguente: «costituite». Dopo il medesimo comma 2, è inserito il seguente:
«2-bis. Gli enti costituiti in un giudizio civile, nelle forme previste dal codice di procedura civile, hanno diritto di accesso al Fondo, entro i limiti delle disponibilità finanziarie annuali dello stesso, limitatamente al rimborso delle spese processuali».
.....
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